Terapia Fotodinamica
La terapia fotodinamica cutanea (di seguito PDT) è una forma di trattamento non chirurgico di lesioni cutanee infiammatorie acneiche, lesioni pretumorali o tumorali, quali cheratosi attiniche, epitelioma basocellulare, morbo di Bowen, epitelioma spinocellulare. Le alternative al trattamento con PDT sono la chirurgia, l’uso di chemioterapici, l’uso di modificatori della risposta biologica, la radioterapia o la distruzione della lesione con crioterapia, diatermocoagulaziuone o con LASER.
La PDT si basa sulla scoperta che una sostanza fotosensibilizzante applicata sulla cute sia in grado di penetrare selettivamente nelle cellule malate e non in quelle sane e che ,dopo illuminazione con una apposita lampada, le cellule che hanno inglobato la sostanza (quelle malate) siano eliminate per una reazione fotochimica.
La sostanza che viene utilizzata per la PDT è l’acido 5-aminolevulinico - 5-ALA o il suo metilestere (acido metilaminolevulinico – MAL). Queste sostanze sono i precursori della sostanza fotosensibilizzante, non interagiscono con alcuna terapia farmacologia in atto e non hanno alcun effetto su altri organi interni.
Il procedimento consiste nell’applicare la sostanza sottoforma di crema sulla o sulle lesioni da trattare e nel medicare in occlusione con un film impermeabile e con uno schermo (pellicola di alluminio) in modo che non arrivi la luce. Alcune lesioni vanno pretrattate a domicilio con creme appropriate prescritte al momento della visita preliminare, o con un trattamento subito prima dell’applicazione della sostanza per eliminare squame o croste che impedirebbero l’assorbimento della sostanza attraverso la cute. Alcune lesioni vanno ridotte di dimensioni prima del trattamento e per questa operazione può richiedere una anestesia locale mediante iniezione di lidocaina.
Dopo circa tre ore dell’applicazione della sostanza si esegue l’esposizione alla luce di una lampada specifica oper questo trattamento. Si tratta di una luce rossa a forte intensità, non è un raggio LASER né luce ultravioletta e pertanto non vi sono particolari controindicazioni. Durante l’esposizione sarà comunque necessario indossare appropriate protezioni per gli occhi.
Il trattamento dura da 10 a 20 minuti; può essere accompagnato da sensazione di calore o bruciore di varia intensità dipendente anche dalla sede trattata e dall’estensione della lesione. Se il bruciore fosse di intensità troppo elevata il trattamento può essere interrotto in qualsiasi momento a richiesta del paziente e ripreso quando il dolore si è ridotto.
Dopo il trattamento la cute appare arrossata come dopo esposizione eccessiva al sole, edematosa (gonfia ed imbibita di liquido) e nei giorni successivi possono comparire numerose vescicole che una volta asciugate formano crostosità che si distaccheranno spontaneamente dopo 7-10 giorni. Nel caso di lesioni trattate sulla fronte il gonfiore potrà interessare le palpebre impedendo per circa 12-24 ore una regolare apertura degli occhi. Questo fenomeno può insorgere normalmente il mattino seguente al risveglio. Nei giorni successivi al trattamento e fino alla completa risoluzione degli esiti è fortemente raccomandato di evitare l’esposizione al sole.
A domicilio attenersi alle disposizioni impartite per la medicazione. Il trattamento potrà essere ripetuto più volte a seconda del tipo e numero delle lesioni e a seconda del risultato ottenuto. Dopo il trattamento è necessario tornare periodicamente per visita di controllo al fine di valutare nel tempo il risultato ottenuto.




